Bollinger R.D. 2007 è ora disponibile!
Sapete come nacque l’R.D.? M.me Lily Bollinger era solita scendere di tanto in tanto in cantina e farsi degorgiare à la volée un vecchio millesimato ancora sui lieviti, che poi gustava sul posto. Da questa abitudine (beata lei…) le venne l’idea di replicare qualcosa del genere anche per gli appassionati di Bollinger, seppure in quantità limitata, e così vide la luce l’R.D.. Neanche a dirlo, lo champagne fu lanciato a Londa nell’ottobre del 1961 e si fregiava di una particolare etichetta dorata in alluminio, sulla quale campeggiava la data di dégorgement (6 giugno 1967) e il nome R.D., che stava (e sta…) per ‘récemment dégorgé’. All’epoca, il concetto di ‘dégorgement tardif’ era praticamente sconosciuto tra gli appassionati per questo possiamo oggi dire che la novità di Bollinger ha messo in atto una rivoluzione, ben presto seguita da tanti altri produttori.
L’annata 2007 in Champagne è stata di per sé una sorpresa; un’annata calda, con vendemmia iniziata ad agosto, ma notevole acidità. Nel caso dei vigneti Bollinger, l’annata fu caratterizzata da “un clima inizialmente caldo, poi fresco e piovoso, nonché umido e ventoso. Le uve videro un ciclo vegetativo anticipato e il vento ne favorì l’asciugatura, dando grappoli sani e di buona qualità. La vendemmia, svoltasi tra il 30 agosto e il 13 settembre (quindi tra le più precoci con 2003, 1947, 1893), rivelò un ottimo alcol potenziale (9,7°) e un’elevata acidità (8,8 g/l), con pH bassi (2,93)”. Purtroppo, non molti champenois hanno creduto nell’annata 2007, tanto che personalmente l’ho definita “l’année oubliée” ma, per fortuna, ci ha creduto Bollinger. Non a caso, Charles-Armand de Belenet ha dichiarato che “incarna fedelmente il lavoro e la visione di M.me Bollinger e questo champagne rappresenta il nostro legame con il savoir-faire più autentico. Il contrasto tra la grande freschezza e l’intensità degli aromi speziati dell’R.D. 2007 ha offerto una nuova esperienza agli appassionati dei grandi vini”.
L’R.D. 2007, come La Grande Année da cui deriva, è frutto di uve selezionate in soli 14 villaggi della Marne, di cui il 91% classificati Grand Cru e gli altri Premier Cru, con una componente di vigneti di proprietà pari al 70%. Ancora de Belenet ha evidenziato come avere soltanto 14 Cru nell’assemblaggio sia una particolarità, visto che solitamente da Bollinger la media è sui venti, mente Bunner ha svelato come la componente di Verzenay sia particolarmente elevata, ben il 29%, un aspetto che non sorprende più di tanto visto che si tratta di una delle storiche proprietà della maison e ne rappresenta uno dei pilastri stilistici. Dopo l’assemblaggio, lo champagne ha maturato con il tappo di sughero (bouchon liège) ben 12 anni (contro gli 8 de LGA 2007) e infine, come di consueto per l’etichetta, è stato dosato a 3 g/l (LGA 2007 era a 7 g/l).
L’ultima nota sull’R.D. 2007 è l’etichetta, che, con qualche affinamento stilistico, riporta in auge la prima, quella dell’R.D. 1952, in alluminio, più grande e con la data di dégorgement in evidenza. Una mossa a mio avviso molto centrata e posso solo sperare che con il tempo venga riproposta anche la seconda etichetta della storia di questo champagne, quella nera e oro…
Fonte: www.lemiebollicine.com

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